Welfare aziendale. Approvati i progetti delle prime 50 imprese
PR Puglia FESR – FSE+ 2021/2027 – Priorità 5 - OS 4. ESO 4.3 - Azione 5.3 – Sub Azione.5.31

Si è conclusa la valutazione dei primi 50 progetti presentati a valere sull’avviso Piani di welfare aziendale, finanziati con le risorse del Fondo sociale europeo, Programma operativo 2021-27. I contributi erogati, sotto forma di aiuti de minimis, sosterranno i costi di beni e servizi di welfare da erogare in favore di circa 1.500 lavoratori di cui la maggioranza donne (54,2% del complesso).
Le misure di welfare, scaturiscono da una approfondita analisi del fabbisogno di conciliazione vita –lavoro condotta dalle imprese sul personale e saranno erogate sotto forma di voucher o di rimborso spese. Il budget individuale ha due tetti massimi: € 5.000 per i dipendenti con figli a carico, €3.000 per i dipendenti senza figli. Il contributo pubblico medio assegnato per impresa è pari a 41.000 euro.
Relativamente alla dimensione delle 50 imprese ammesse: 37 sono micro/piccole (cioè secondo la classificazione europea, con meno di 50 dipendenti, un fatturato annuo o totale di bilancio inferiore a 10 milioni) 13 medie imprese (cioè con meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo inferiore a 50 milioni oppure in totale di bilancio annuo inferiore a 43 milioni)
L’Avviso Welfare aziendale intende finanziare interventi in grado di rispondere ai bisogni di conciliazione vita-lavoro e, più in generale, di raggiungimento di un complessivo well-being delle lavoratrici e dei lavoratori. Dopo aver sostenuto – durante la precedente programmazione POR 2014-2020 – la promozione e l’implementazione di nuovi modelli organizzativi basati sulla flessibilità oraria e organizzativa, l’attuale programmazione si concentra sul raggiungimento di un complessivo benessere, connesso alla risposta alle plurime esigenze, anche in relazione a figli e familiari anziani, portatori di disabilità e/o non autosufficienti, nella consapevolezza che proprio il benessere è una leva di fidelizzazione che genera effetti positivi sulla competitività dell’impresa, in un mercato estremamente agguerrito.
Nella gamma delle misure possibili, i più gettonati, presenti in ben 47 Piani, risultano i servizi per il tempo libero sia per il lavoratore che per i suoi familiari; seguono Beni e servizi per attività didattico formative dei figli, presenti in 43 piani; Assistenza sanitaria integrativa, in 39 piani, soprattutto per la diagnostica e le cure dentarie; servizi di trasporto pubblico previsti in 39 dei piani approvati; Servizi di care per la cura e gestione sia dei figli che di familiari anziani/non autosufficienti/portatori di disabilità, in 36 piani.
Variegata anche l’esperienza pregressa delle imprese in questo campo: da quelle che hanno già operativo un sistema di welfare che si alimenta e arricchisce grazie alle risorse regionali , a quelle che in possesso della certificazione di genere dimostra una sensibilità spiccata verso il raggiungimento della parità, a quelle che si affacciano per la prima volta a tutto ciò e che, grazie all’Avviso, si allineano alla più vasta strategia che riconosce nel benessere individuale un asset per lo sviluppo collettivo di impresa.
Proseguono intanto le istruttorie. Rimane infatti ancora aperta per le PMI pugliesi l’opportunità di candidarsi alla misura grazie alle risorse aggiuntive, pari a 4 milioni di euro a valere sul POC 2021/27, che vanno a sommarsi alla dotazione finanziaria iniziale di 2,5 milioni, a valere sul PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, per un ammontare complessivo di € 6.500.000,00.
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Pubblicato il 22 gennaio 2026